
Avremmo fatto volentieri a meno di intervenire oggi, ma leggendo della sceneggiata del Vicesindaco Panighel ci vediamo costretti ad anticipare il nostro pensiero.
Sicurezza alla napoletana? Vergogna della politica?
Ma si rende conto che lui e il suo partito sono al governo di questa città da tre legislature che sino ad adesso sommano 12 anni, in cui tra l’altro si è passati sotto un altro grave rischio idraulico nel 2002 e Lui cosa ha fatto sin qui?
Ma si rende conto che non basta addossare la colpa alla Regione Friuli tra l’altro governata dal suo partito per risolvere seriamente la questione? O forse dobbiamo chiederci cosa ha fatto la Regione Veneto sempre governata da loro da 20 anni a questa parte?
E non sono sempre loro a Roma da svariate legislature? Cos’hanno combinato per il fiume Livenza?
Qui c’è una responsabilità politica grande quanto un bacino di laminazione!!
Naturalmente ci verrà chiesto cosa abbiamo fatto noi:
Il mese scorso ci siamo recati presso il Consorzio di Bonifica della Sinistra Piave per capire che fine avesse fatto il tanto conclamato progetto sui Prà di Gai degli anni scorsi.
Nulla! dopo le presentazioni di qua e di là il costernato ma sempre propositivo Direttore ci ha comunicato che è praticamente ultimato un nuovo progetto da 55 milioni di Euro per realizzare il nuovo argine sui Prà di Gai e nel contempo un bacino di laminazione a Fontanelle per le piene del Monticano.
Per la realizzazione di questo progetto ci sono ancora (!!!) a disposizione 20 milioni di Euro della Regione Veneto e 20 milioni di Euro dal Ministero dei Lavori pubblici. Abbiamo inoltrato la questione ai nostri rappresentanti in Regione Veneto il mese scorso e stiamo attendendo una risposta. Noi, piccola minoranza.
Con questi lavori sarebbero 18 milioni di m3 di acqua trattenuti nel bacino di Prà di Gai, quasi 40 cm. In meno di altezza sugli argini.
Il Vicesindaco farebbe meglio a tacere per pudore in questo tragico momento e fare autocritica per il ruolo politico della Città che rappresenta.
foto S.B.

| Gianandrea Rorato |
| Venerdì 5 Novembre 2010, |
«È uno scandalo inaudito. È una vergogna. È ora che la politica si prenda le proprie responsabilità e decida quanto prima il da farsi». A parlare senza peli sulla lingua è l'ex sindaco di Motta Graziano Panighel, attuale vice-sindaco e assessore alla Protezione civile.
La grande paura è passata e, con l’allentarsi dell’impegno sul campo, si fanno strada le riflessioni. Anche amare e polemiche. Per la prima volta da quando esiste il sistema delle arginature il livello del fiume è salito fino a 7 metri e 84 centimetri. Un livello mai visto prima se è vero che, nel 2002, si sfiorarono i 7 metri e 50. Ancora una giornata di pioggia e probabilmente sarebbe stato il disastro. E allora?
«Allora - attacca Panighel - non è possibile che la scelta del luogo per un'eventuale esondazione sia lasciata al caso. È ora che la politica prenda una decisione netta e scelga dove far sfogare l'acqua in caso di piene come questa».
- Lei ha già un’idea?
«Non sono io che devo insegnare il mestiere a chi di dovere. Certamente però non a Motta. Faccio presente che se l'acqua esonda in una città di diecimila abitanti come la nostra per noi è la fine. Niente più servizi, niente più strutture, niente di niente. La gente se ne andrebbe: vogliamo questo davvero? Vogliamo continuare a lasciare al caso un'eventuale catastrofe?».
- Quindi cosa suggerisce?
«I dico solo che al momento sono due i soggetti che devono accordarsi: la Regione Veneto e la Regione Friuli Venezia Giulia. Dovranno finalmente trovare un punto di contatto perché una situazione di questo tipo non può durare all'infinito. Nel 2002 abbiamo avuto un primo, drammatico avviso. Quest'anno ne abbiamo avuto un secondo, con un livello dell'acqua ancora più alto. Cosa succederà la prossima volta?».
- Una questione che si trascina da tempo.
«Per me l'intera questione Livenza è stata gestita alla napoletana. Non c'è stata programmazione e queste sono le conseguenze. A proposito: che fine ha fatto l'autorità di bacino? Purtroppo la verità è che ogni volta che succede un'emergenza i cittadini pagano le conseguenze. È ora di finirla con questa storia. Qualcuno prima o dopo dovrà prendersi la responsabilità di decidere». |
LA TRIBUNA DI TREVISO
MOTTA DI LIVENZA. «La sicurezza del Livenza è gestita alla napoletana», perciò è tempo che i politici si facciano carico del problema e la smettano di mettere a rischio il territorio mottense che continua a pagare caro l'immobilismo di anni. A parlare è Graziano Panighel, vicesindaco e assessore alla protezione civile di Motta, che lamenta la mancanza di coordinamento tra Veneto e Friuli, l'assenza dell'Autorità di Bacino e la necessità di realizzare una via di fuga controllata delle acque. Panighel si sente preso in giro per l'ennesima volta. «E' uno scandalo e una vergogna che ci troviamo in queste condizioni - sottolinea - Conosciamo il Livenza, il danno era prevedibile e poteva essere contenuto ma servono interventi strutturali. Siamo stati testimoni del 1966, abbiamo ricevuto un avviso nel 2002 e, in questa occasione, nel 2010 l'avviso è diventato sonoro. I politici devono prendere atto che una alluvione azzererebbe la città intera. Per questo devono agire prima possibile per fare in modo di evitarlo». L'ex sindaco ce l'ha a morte con la politica delle parole che tanto promette nelle emergenze quanto poi rapidamente dimentica. «Serve trovare una via di fuga controllata delle acque del Livenza in caso di piena - sottolinea Panighel - potrebbe essere uno sfioratore che deve fungere da invaso in caso di eventi atmosferici eccezionali. Una cassa di espansione ampliata che non crei problemi al territorio, ma finga da sfogo naturale delle acque. Non possiamo vivere con l'ansia constante che tre giorni di pioggia ci mettano in ginocchio». Il vicesindaco, data la lunga esperienza amministrativa, è stanco di promesse senza seguito. «In questa emergenza è stata scandalosa la mancanza di coordinamento fra le Regioni Veneto e Friuli sull'emergenza Livenza - sottolinea - non ci possono essere due soggetti, che per di più non si parlano, a governare il destino di un solo fiume. Mi chiedo poi dove sia finita l'Autorità di Bacino. Forse sarebbe il caso di rivedere certe competenze». Infine una richiesta specifica. «E' tempo che chi di dovere prenda coscienza dei rischi e vi ponga rimedio - chiude Panighel - serve trovare il modo di attenuare il rischio e creare un fondo per risarcire comuni, cittadini e imprese contro eventi come quelli di questi giorni. Siamo contenti che Livenza e Monticano non abbiano superato gli argini, ma ci chiediamo chi pagherà». (b.b.) 5 novembre 2010
livenza
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Redazione PDMotta il 5/11/2010 alle 17:15 | |