Sono stato tirato personalmente in causa per le vecchie vicende sulla commissione creata ad hoc per la sicurezza idrogeologica:
Qui il richiamo alla pubblica vergogna: La Castella "S'è rotto l'argine"
questa la risposta:
Egregio sign. Furio Le rispondo poiché mi ha chiamato direttamente in causa in quanto membro della Commissione in oggetto:
Intanto la leggo molto ben informato e presumo che Lei sia quindi molto stretto all'Amministrazione; se così non fosse la rimando alla mia lettera di dimissioni :
Proprio per l'immobilità e l'uso strumentale di vecchi modi di fare politica legati alla propria visibilità piuttosto che al bene comune diedi le dimissioni, dopo più di un anno di immobilismo ed un'unica riunione in cui l'unico documento prodotto fu realizzato su nostra proposta. Nessun incontro né in Regione né in altri luoghi deputati nel tempo inutilmente trascorso.
Le faccende note anche ai sassi sono che vi era un progetto proposto e presentato a tutti, ma finito in fondo ad un cassetto. Del nuovo progetto ci siamo informati proprio per muoverci (anche in tempi non sospetti) autonomamente con l'obiettivo e la speranza di riuscire a smuovere le acque (queste si ferme) della burocrazia.
Le rispedisco quindi l'accusa al mittente e la invito a porre la stessa domanda ai nostri amministratori.
Aggiungo che se la mia pubblica colpa (condivisa con il collega Raffaele Marcon) sia stata quella di andare ad informarsi presso un ente esterno, su cosa gli altri stessero facendo per Motta di LIvenza o sulle mie dimissioni da cotanta commissione per agire slegato da logiche di partito, se questo servisse a modificare lo stato delle cose, relativamente alla sicurezza dei beni e delle persone di Motta di livenza darei immediatamente le dimissioni da Consigliere Comunale.
Ciò non sposterebbe di un millimetro la mia possibilità di critica verso chi, con proclami populisti, cavalca semplicemente la rabbia della gente.
Maurizio Orlando
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Maurizio Orlando il 8/11/2010 alle 14:37 | |